Le scuse che ti tengono legato alle sigarette (smontiamole insieme)

Non è la mancanza di informazioni a tenere molti fumatori bloccati: sono le scuse. Riconoscerle è il primo passo per smontarle una per una.

23 agosto 2025
Le scuse che ti tengono legato alle sigarette (smontiamole insieme)

Quasi nessuno fuma per ignoranza. Chi fuma sa benissimo che fa male. Il problema, spesso, sono le scuse che ci si racconta per rimandare ancora. Alcune sono talmente diffuse da sembrare verità assolute.

Qui le analizziamo una per una, insieme alla realtà che si nasconde dietro ciascuna di esse.

Scusa n.1 – "Senza sigarette ingrasso"

Questa è forse la più diffusa, soprattutto tra le donne, ma non solo. "Se smetto, ingrasso": chi ha provato a smettere l'ha sentita almeno una volta. Ed è vero che molte persone prendono peso quando smettono di fumare. Ma sai perché?

La verità è che ingrassare o no dipende da come si gestisce l'ansia e il bisogno di sostituire il gesto. Non dalla sigaretta in sé.

Quando smetti, il metabolismo rallenta leggermente — parliamo di circa 200 calorie al giorno al massimo — ma allo stesso tempo si recupera il gusto e l'olfatto. Il problema è che molti sostituiscono la sigaretta con snack dolci o salati. È una questione di gestione, non di inevitabilità.

Bere più acqua e camminare di più, per esempio, sono abitudini semplici che molti ex fumatori adottano con ottimi risultati. Il movimento rilassa molto più di una sigaretta.

Se hai paura di ingrassare, chiediti: preferisci avere 2-3 chili in più per qualche mese o continuare a danneggiare polmoni, cuore e circolazione per sempre?

Scusa n.2 – "Il fumo mi rilassa"

"Ho fumato perché ero stressato", "La sigaretta mi calma". Te la sei mai detta?

La verità è che quello che rilassa non è la sigaretta, ma il rituale che ti costringe a fermarti per cinque minuti. Prendere una pausa, respirare (anche se è fumo), staccare la mente dal problema del momento.

Puoi ottenere lo stesso effetto — anzi, uno migliore — respirando a fondo, facendo quattro passi, ascoltando una canzone o guardando fuori dalla finestra. La nicotina in realtà aumenta lo stress, non lo riduce. Crea un'ansia artificiale che poi "cura" con una nuova dose. Capire il rapporto tra craving e risposta allo stress aiuta a vedere come la dipendenza manipola la percezione del "rilassamento".

È come grattarsi per lenire il prurito che ci si è procurati grattandosi. Un circolo vizioso perfetto.

Le pause senza sigaretta, per chi le ha sperimentate, si rivelano spesso più rilassanti. Si respira aria pulita, ci si concentra davvero su quello che si sta facendo. E non si deve preoccuparsi di dove buttare il mozzicone o di puzzare di fumo.

Scusa n.3 – "Smettere è impossibile, ho già provato mille volte"

"Non ce la faccio, sono troppo dipendente." "Ho già provato, è inutile." "È più forte di me."

Questi pensieri sono comprensibili. Ma nascondono un errore di metodo, non un limite personale. Smettere sul serio non significa affidarsi alla forza di volontà o a metodi drastici. Significa avere un piano chiaro e sapere che ogni tentativo insegna qualcosa.

Puntare alla perfezione o al "per sempre" fin dal primo giorno è il modo più rapido per fallire. "Da oggi non fumo più": quando si accende inevitabilmente una sigaretta, ci si sente un fallito e si ricomincia da capo. È un approccio che crea più stress di quello che risolve.

La verità è che smettere non è impossibile. È solo che probabilmente si è usato il metodo sbagliato per la propria situazione. Un giorno alla volta è già una vittoria.

Scusa n.4 – "Tutti fumano, non è poi così grave"

"Mio nonno fumava due pacchetti al giorno ed è morto a 90 anni." "C'è di peggio nella vita." "Anche l'aria della città fa male."

Non è così. Non tutti fumano. E chi smette, quasi mai torna indietro. Non perché sia più forte degli altri, ma perché si accorge che la vita senza fumo è molto più leggera.

È vero che esistono fumatori che non sviluppano mai problemi gravi, ma sono l'eccezione, non la regola. È un po' come dire: "Mio cugino non mette mai la cintura di sicurezza e non ha mai avuto incidenti." Non è una buona ragione per rischiare.

Meglio guardare agli esempi di chi ha migliorato la propria vita smettendo. Ce ne sono tantissimi.

Scusa n.5 – "È il mio unico vizio, almeno questo"

"Non bevo, non mi drogo, almeno fumare mi è permesso." Come se fumare fosse un premio per essere bravi nel resto.

Non esistono vizi innocui. E quasi mai il fumo è davvero "l'unico" — è solo il più visibile. Magari si mangiano troppi dolci, si sta troppe ore al telefono, si procrastina sempre. Tutti abbiamo le nostre debolezze.

Ma essere bravi in alcune cose non dà il diritto di fare del male a se stessi in altre. "Faccio sport, quindi posso permettermi di non dormire mai." Non funziona così.

Scusa n.6 – "Adesso non è il momento giusto"

"Smetto dopo gli esami." "Smetto dopo il matrimonio." "Smetto quando andrò in pensione."

Molti fumatori passano anni ad aspettare il momento perfetto. Che non arriva mai.

Non esiste un momento giusto per smettere di fumare. Ci sarà sempre qualcosa: un progetto al lavoro, un periodo di stress, un evento importante. Se si aspetta il momento perfetto, non si smetterà mai.

Il momento giusto è adesso. Anche se non ti senti pronto, anche se hai mille cose per la testa. Spesso è proprio nei momenti più difficili che smettere può dare la forza extra di cui si ha bisogno.

Se ti ritrovi spesso in questa scusa, vale la pena leggere Leader di te stesso di Roberto Re: affronta il problema del rimandare in modo diretto e offre strumenti concreti per passare all'azione.

La scusa finale: "Non voglio davvero smettere"

Ed eccoci alla scusa delle scuse. "In fondo, non voglio davvero smettere."

Se sei qui a leggere questo articolo, però, qualche dubbio ce l'hai. Altrimenti non saresti arrivato fin qui.

Il punto non è volere o non volere. È essere stanchi di vivere in gabbia. Stanchi di dover sempre controllare se si hanno le sigarette. Stanchi di puzzare. Stanchi di nascondersi. Stanchi di giustificarsi.

Quando si è abbastanza stanchi delle scuse che ci si racconta, la voglia di essere liberi diventa più forte di quella di fumare.

E tu, che scuse ti racconti?

Se ti ritrovi in queste scuse, prova a chiederti: sono davvero tue convinzioni o solo gabbie mentali che ti impediscono di cambiare? Per capire come questi schemi si strutturano e come smontarli, il libro di Roberto Re "Smettila di incasinarti" offre una mappa pratica degli automatismi che ci bloccano.

Non ti stiamo chiedendo di smettere domani mattina. Ti stiamo chiedendo di essere onesto con te stesso. Le scuse che ti racconti ti stanno aiutando o ti stanno tenendo prigioniero?

Quando si smette di giustificare il vizio e si inizia a vedere le cose per quello che sono, tutto diventa più chiaro.

Sei pronto a smontare le tue scuse una per una?

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Gli articoli qui proposti sono il risultato di una esperienza personale e non sono avvalorati da studi medici